I nativi digitali e la generazione touchscreen


Nativi digitali
. Una parola nata recentemente, che indica tutti quei ragazzi nati già in un’epoca in cui la tecnologia era parte integrante della vita. Ma oggi pomeriggio, vedendo mia madre (nota tecnofoba, riluttante all’utilizzo del computer e famosa per le sue quotidiane invettive contro me e mio padre, colpevoli di passare troppo tempo al computer, da troppi anni) armeggiare con il tablet, e riuscirci con una facilità disarmante, ho realizzato che forse non sono solo i più piccoli ad essere fatti per interagire in maniera del tutto naturale con le nuove tecnologie.

Forse, i device che utilizziamo, sono progettati ormai in una maniera talmente semplice che anche chi non ha mai usato un computer può sentirsi un nativo digitale. In effetti, è immediato. Un bambino che prende in mano un tablet per la prima volta, è portato a fare una cosa sola: toccare quello che vede sullo schermo. E, magia, tutto quello che bisogna fare per far funzionare un display touchscreen è toccare dove vogliamo che succeda qualcosa. Certo, anche in questo caso c’è una grammatica da imparare (il pinch-to-zoom, lo spostamento laterale per sfogliare le pagine, ecc.), ma è estremamente semplice e di comprensione pressoché immediata.

Ecco perché oggi i bambini di due-tre anni possono già giocare con i tablet. Qualcuno dice che è un problema. Io non ci vedo niente di male, primo perché questi oggetti sono la semplice evoluzione dell’intrattenimento nel corso degli anni; secondo perché con quegli affari probabilmente ci avranno a che fare in un futuro non troppo lontano, e quindi meglio che imparino subito a prendere confidenza.

Si, perché se oggi non sei a tuo agio nell’utilizzare le tecnologie, hai una marcia in meno. Fino a qualche anno fa, forse, chi aveva dimestichezza con i computer o i cellulari aveva una marcia in più. Oggi lo schema si sta ribaltando: la normalità è sapere usare con cognizione di causa e in maniera efficace un numero sempre maggiore di dispositivi elettronici, preferibilmente connessi alla rete ed operanti sui principali social network. Chi non sa o non vuole usarli, sarà sempre più tagliato fuori dal mondo. Per la prima volta viviamo forse in un mondo in cui i figli sanno più cose dei loro genitori riguardo il mondo che li circonda (o almeno la maggior parte dei figli e la maggior parte dei genitori). E questo si riflette anche a livello di società, di economia, di lavoro.

I nativi digitali stanno per prendersi il mondo. L’analfabetismo digitale non ha più giustificazioni. E’ per questo che sorrido di fronte a quelli che dicono di non voler avere un profilo Facebook per questione di principio. E’ inutile. Prima o poi lo avrete anche voi un profilo su Facebook o su qualunque sarà il prossimo social network di tendenza. La tecnologia ha vinto, e faremmo molto bene a farcene una ragione.

ottobre 23rd, 2013 Inserito da:valerion Categoria:News , , ,

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